Unione montana valbrenta

Solagna

Municipio: Via Codogno - Tel. 0424 816003
www.comune.solagna.vi.it

L'abitato di Solagna è di lontana origine: si sa che qui i Longobardi posero un presidio militare, dal quale potevano controllare l'intera vallata. Solagna si estendeva allora su un vasto territorio e nei secoli successivi, pur passando sotto il dominio franco, non perse la propria importanza: infatti, quando Berengario I re d'Italia ne fece dono al Vescovo di Padova, Solagna si estendeva su un'area che praticamente comprendeva l'intero territorio del Canale del Brenta.

Durante il X secolo la cappella di Santa Giustina, dipendente, come tutte le chiese della Valle, dalla pieve matrice di Santa Maria in Colle di Bassano, fu dotata di fortificazioni difensive. Il territorio rimase sotto l'influenza di Padova fino alla fine del XII secolo: Bassano per prima, e poco più tardi i Comuni della Valle, giurarono fedeltà a Vicenza ma passarono ben presto sotto il dominio degli Ezzelini che vollero l'erezione di una torre ed una fortezza sul monte Cornon. All'estinguersi della dinastia ezzeliniana l'intero territorio fu conteso fra Padova e Vicenza ed infine divenne definitivamente territorio padovano all'inizio del Trecento.

Durante il secolo XIV le lotte per la supremazia sul territorio non furono però sedate ed infine anche la Serenissima vi stese la sua longa manus fino ad imporvi il proprio dominio. Da questo momento in avanti il destino di Solagna segue le vicende della Repubblica di Venezia.

Arte e cultura

L'antichissimo edificio sacro dedicato a Santa Giustina fu distrutto nel 1500; l'attuale parrocchiale ha conservato la medesima dedicazione ed è frutto di un restauro condotto intorno alla metà del secolo scorso: costruzione di una certa imponenza, conserva fra le altre alcune pregevoli opere dapontiane; presso l'abside della chiesa si nota una tavola d'autore ignoto che raffigura La Madonna dell'Aiuto, immagine venerata già nel XVI secolo. All'interno della chiesa è posta la presumibile lastra sepolcrale di Ezzelino llI il Monaco, morto a Campese tra il 1233 e il 1235.

Numerose ancor oggi e ben conservate si trovano dimore del XVIII secolo.

Da visitare la vicina chiesetta di S. Giorgio, sorgente in una splendida posizione panoramica.



Manifestazioni tipiche 

Festa di S. Giorgio 25 Aprile 
Festa delle Ravisse/Patrono Santa Giustina 30 Settembre 
Festa del mandorlato/Madonna Fredda 8 Dicembre 
Festa dell'emigrante Ogni 5 anni
 


 

Chiesa di S. Giustina

E’ la più antica chiesa di cui si ha notizia nel Canale di Brenta e risale ai primi tempi della cristianizzazione del territorio. E’ oggetto della famosa donazione di Berengario nel 915 al Vescovo Sibicone di Padova con l’obbligo di costruire castelli e opere di difesa del Canale di Brenta, in particolare contro le incursione degli Ungheri. Fu costruito infatti il Castello di Solagna attorno alla chiesa e fu incastellata anche la chiesa di S.Pietro di Pove. Subì una distruzione nel 1509 durante la calata dell’imperatore Massimiliano d’Austria. Infine fu riedificata intorno al 1850. Ha una grande scalinata d’accesso, il campanile fu costruito sotto la direzione del Ferracina.

All’altar maggiore c’è una pregevole Pala di S.Giustina di Francesco da Ponte il Vecchio; notevole la statua lignea di S.Anna del Brustolon. Sul soffitto il martirio di S.Giustina di G.Ghedina. Vi è custodito il Crocefisso cinquecentesco dell’Eremo di S.Giorgio. All’esterno è murata una pietra tombale che si ritiene sia quella della tomba degli Ezzelini, trasportata dal Monastero di S.Croce di Campese.

 

Chiesa ed Eremo di S.Giorgio

Sono situate, a m.460 e addossati alla roccia, su un pianoro di cresta (la Cresta di S.Giorgio) che costituisce un naturale sbarramento sulla sponda sinistra del Canale di Brenta, simile alla Bastia di Pove-Solagna, al Prà Castello e al Casteller di Praventore di S.Nazario. Come questi ha un insediamento a valle, una necropoli e una fortificazione. Qui il luogo è solo di culto; la sacralità è testimoniata anche da una tomba rupestre scavata nella roccia. Interessanti la scaletta di pietra che porta alla chiesa e il pavimento dell’eremo scavato nella roccia che conserva una coppella. Nei pressi una ghiacciaia è stata trasformata in grotta con una statua di S.Francesco. Dal 1634 al 1763 è testimoniata la presenza di alcuni eremiti. Questa presenza si inserisce su una tradizione della valle dove si trovano altri eremi: S.Bovo di Angarano, Pian Castello di S.Nazario, S.Francesco di Foza e sul fondo valle a S.Vito di Bassano.

 

Filanda Secco (ex Magazzino tabacchi)

L’edificio, "fabbricato ad uso filanda da seta", fu costruito nel 1852 da Andrea Secco, senatore e famoso personaggio impegnato a difendere i coltivatori di tabacco. Nel 1895 diviene "magazzino e deposito di tabacchi con 3 piani e 7 vani", cui viene aggiunto un "corpo di guardia di finanza". L’edificio consta di 2 corpi rettangolari, con volto a botte in mattoni; pavimenti piano terra e primo piano in pietra, secondo piano in legno. L’edificio a nord, rimasto come era stato costruito, al primo piano è un grande salone con eleganti colonne esagonali in pietra, con file regolari di finestre che richiamano la funzione industriale. Al piano terra gli ambienti prendono luce da grandi finestra a lunetta di buona fattura.

 

Calcare

Erano due, una ora in rovina, la seconda restaurata. La prima, costruita in fossa scavata nel pendio, risale al 1902 come "fornace da calce a 3 bocche a fuoco continuo". Dal 1926, anno della costruzione della seconda fornace, viene abbandonata. La seconda risulta "forno a calce e magazzino", si trova vicino ai ruderi della Torre di Solagna; è presente una caverna artificiale usata come polveriera a servizio della cava. E’ a pianta irregolare con forno a tino con la caratteristica "camicia" in materiale refrattario e con, all’esterno, il meccanismo di carico del materiale. All’interno, al piano superiore, si aprono 3 bocche da fuoco. A monte c’era una cava dove si scavava il materiale per ricavare la calce. Nei pressi, nelle rocce, ci sono altre caverne costruite nella prima guerra mondiale come sistema difensivo.

 

Bastia di Pove e Torre di Solagna

Furono gli Ezzelini a costruire questa rocca o bastia sulla cima della Bastia (m.350), come pure la torre ai piedi del monte per chiudere la strada, e la muraglia che univa questi due forti; furono scavate anche gallerie nella roccia. Nel 1370 Francesco da Carrara restaurò queste fortificazioni, come altre nel bassanese. Nel 1372, scoppiata la guerra tra Venezia e il Carrarese, questi mandò il Tealdo a difesa con 60 fanti e 50 cavalli; ma il capitano veneto Giustiniani prese la Bastia, occupò e incendio Solagna senza però conquistare la Torre. Dopo il 1404, anno della dedizione a Venezia, le fortificazioni solo saltuariamente furono utilizzate. Nel 1796 Napoleone, scendendo verso Bassano, mise in fuga il presidio austriaco attestato alla Torre.